La Chiesa Parrocchiale

Il documento più antico che ricorda la Chiesa di S. Giovanni alla Vena è del 15/10/975.
Si tratta di un documento riguardante alcuni beni esistenti nella Pieve di S. Giovanni Battista e S. Pietro, data in enfiteusi dal Vescovo pisano Alberico ai due figli del Marchese Oberto. Non conosciamo però l’anno della sua fondazione (che certamente è anteriore), né quando abbandonò i titolari San Giovanni Battista e San Pietro per passare sotto la protezione di S. Giovanni Evangelista. Conosciamo però la sua ubicazione: nei pressidell’attuale Via Provinciale.

Chiesa-Parrocchiale-e1526505478292Ma perché i Principi Medici vollero mettere più in canale il predetto fiume Arno, fecero un taglio sopra il medesimo Castello di Calcinaia, qual fù in parte rovinato e la chiesa ancora di detto luogo, e lasciandolo allora dalla parte di qua dal fiume, passando egli verso levante se ne scorse in Cesano, e devastati molti poderi e coltivazioni, ed ancora molte chiesine, ed arrivando all’accennato fiume di nuovo a S. Giovanni alla Vena rovinò la Chiesa di detto luogo, il campanile, il cimitero, canonica e portò via tutte le terre e conseguentemente quasi tutta l’entrata di questa Pieve”. Era l’anno 1590.
Il Pievano di allora fu costretto a celebrare le funzioni nella Chiesa della Compagnia “Corpori Dominico Dicata”.

Per maggior sicurezza si volle ricostruire la Chiesa più verso monte, nella posizione attuale. Don Bacchereti, parroco verso il 1737, la descrive così: “L’anno 1737 al pisano, lì 24 Giugno, io P.Bartolomeo Bacchereti presi il possesso di questa Chiesa, quale ebbi per concorso, mentre ero maestro in S. Giovanni alla Vena. La Chiesa sotto il titolo di S. Giovanni Evangelista, dove di presente si vede, (mentre in antico era dove ora è il letto d’Arno) contiene in se 5 altari, cioè l’altar Maggiore, che è mantenuto dall’opera; l’altare del S.S. Rosario con la sua cappella e Congregazione di fratelli e sorelle, con tutti i previlegi dell’altre Compagnie di simil sorte; l’altare della S.S. Vergine del Carmine, parimenti con la Congregazione e previlegi; l’altare della S.S. Annunziata, padronato dei sigg. Maschiani; l’altare di S. Tommaso, padronato delli Orsini.”

cropped-S.Croce2_1.jpg

Ai primi del 1800 si pensò di ingrandirla. Sui resti della Compagnia di S. Stefano, nel 1828 fu alzato il muro della navata destra. Ma i lavori dovettero subito interrompersi per mancanza di fondi. Ripresero 10 anni dopo, nel 1838, grazie anche ad una cospicua somma di denaro (£ 1000) messa a disposizione dal Granduca Leopoldo II°. La Chiesa venne aperta al culto nella notte di Natale del I839, mentre i lavori di sistemazione terminarono nei primi mesi del 1840. Al suo interno la Pieve si presenta con tre navate. Nella navata centrale l’altare maggiore è sormontato da una croce lignea sagomata e dipinta su tavola( cm 257×155) attribuita ad Enrico di Tedice del 1250.

Nella parete in fondo al coro, al centro si trova una tela raffigurante una Madonna in trono che sorregge Gesù Bambino, mentre al loro fianco sono dipinti Giovanni l’Evangelista e Santo Stefano.

Sempre in coro, ai lati del grande quMadonnaCarmineadro altre due tele raffiguranti la virtù della Carità e della Fede.

Di notevole evidenza un Angelo annunziante del 1300.

Nella navata di destra, all’altezza dell’altare maggiore, si trova un altare in pietra serena del 1686.

2 CastellareA metà navata, troneggia un bel Crocifisso in legno dello scultore Andrea Mattei, intagliato nel 1730 nella sua bottega di Porta a Mare in Pisa e donato nel 1802 dai signori pisani Soldaini al Parroco di allora prete Vincenzo del Rosso.

In fondo alla Chiesa, vicino alla uscita, c’è un quadro raffigurante l’evangelista Luca.

Nella navata sinistra un altare è dedicato al Sacro Cuore, mentre un secondo altare porta una tela raffigurante una Annunciazione, opera del pittore livornese G. Agostino Guidetti.

© “La casa è il luogo dove c’è qualcuno che cerca di comprenderti”